ZIGOMATICA

Scoprire l’implantologia zigomatica

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L’implantologia zigomatica ha avuto le sue prime applicazioni circa venti anni fa per affrontare il recesso dell’osso mascellare. Questa patologia riguarda una delle ossa del cranio: quella, in particolare, che serve da supporto all’arcata dentale superiore. Il problema può verificarsi per vari motivi, che vanno da possibili malattie sistemiche sottostanti, fino a traumi, fumo, età o genetica. In alcuni casi particolarmente accentuati lo spessore dell’osso è insufficiente non solo a mantenere in loco i denti naturali ma anche a sostenere sia un’eventuale protesi tradizionali sia un impianto dentale a vite.

 

 

Come funziona l’intervento

Se hai un problema di questo tipo gli impianti zigomatici sono in grado di offrirti una soluzione più che valida. l’intervento prevede un innesto di 4 o più viti in titanio direttamente sull’osso della mascella. La lunghezza delle viti è variabile e oscilla tra i 2 e i 5 centimetri, in modo che possano supportare efficacemente un’arcata dentale perfettamente funzionante ed esteticamente identica a quella naturale. Nell’arco di pochi giorni dall’intervento il paziente è in grado di riprendere sia la vita sociale sia una corretta funzione masticatoria. Il tuo implantologo ti proporrà questo intervento nel caso non sia possibile applicare altre tecniche, perché inadatte al tuo caso o perché già fallite in precedenza. Grazie a questa tecnica implantologica è possibile evitare gli innesti d’osso, lunghi, complessi e invasivi in quanto comportano il prelievo del tessuto da altre zone del corpo ed è necessario attendere mesi prima di poter considerare riuscito l’innesto.

 

 

Possono esserci complicazioni?

Grazie agli impianti zigomatici puoi ritrovare una buona qualità di vita. Prima dell’intervento il tuo dentista ti spiegherà le rare ma pur sempre possibili complicazioni a cui potresti andare incontro. Quella più frequente è sicuramente la sinusite mentre altre potrebbero essere la necrotizzazione della zona apicale dell’impianto, la formazione di una fistola oro sinusale, un’alterazione della sensibilità o la mancata osteointegrazione. Tuttavia tutti questi problemi vengono trattati e risolti senza perdere l’impianto e l’intervento ha una percentuale di successo intorno al 98% dopo 12 anni dall’intervento.

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